Lo Studio

DIRITTO CIVILE E DIRITTO DEL LAVORO

Lo Studio Legale dell’Avv. Sigmar Frattarelli è uno studio legale di avvocato civilista e giuslavorista.

Lo Studio offre consulenza e assistenza legale in tutti i settori del Diritto Civile, Diritto delle Persone e della Famiglia, Matrimonio, Separazione e Divorzio, delle Successioni Ereditarie, della Proprietà e dei Diritti Reali, del Condominio, delle Obbligazioni e dei Contratti, della Responsabilità Civile contrattuale ed extracontrattuale, (Risarcimento Danni a persone e cose), Infortunistica Stradale e Responsabilità medica, del Diritto Commerciale delle Esecuzioni (Recupero Crediti).

Lo Studio offre consulenza e assistenza legale giudiziale e stragiudiziale in tutti i settori del Diritto del Lavoro e della Previdenza, essendo in grado di affrontare qualsiasi problematica riguardante sia la tutela dei diritti del lavoratore, sia ogni profilo inerente la difesa e la consulenza in favore del datore di lavoro.

Articoli recenti

BUCHE E INSIDIE STRADALI: QUANDO SPETTA IL RISARCIMENTO

Un’ipotesi molto frequente di sinistro stradale è senza dubbio quella relativa alle lesioni provocate da cadute di pedoni e ciclisti, e ai danneggiamenti di automobili e di altri mezzi di locomozione sul manto stradale sconnesso per omessa o cattiva manutenzione. Una buca sul manto stradale, una macchia d’olio, un dissesto in un marciapiede, o comunque un pericolo non segnalato, sono tra i tanti possibili rischi a cui l’utente della strada può andare incontro. Anche lo Studio Legale dell’Avv. Sigmar Frattarelli più volte ha affrontato tali contenziosi nelle aule giudiziarie (vedi di recente il caso segnalato sull’articolo di stampa). Da premettere al riguardo che non tutte le anomalie della strada possono dare diritto al risarcimento per eventuali danni subiti. Il principio cardine in tema di responsabilità è quello sancito dall’art.2051 cod. civ. per cui la Pubblica Amministrazione (Comune, Provincia, Stato), in quanto custode della rete stradale, è responsabile dei danni arrecati da quest’ultima, salvo che provi il caso fortuito. Questo significa che la Pubblica Amministrazione, per il semplice fatto di avere un potere dispositivo effettivo sulle strade (controllo, manutenzione e intervento) è tenuta a risarcire i danni. Essa potrà esimersi dalla responsabilità solo se dimostri che sia intervenuto un fattore causale estraneo del tutto eccezionale ed imprevedibile. Sul danneggiato incombe comunque un preciso onere probatorio, ovvero egli deve dimostrare che l’evento dannoso si è verificato e che esso è stato causato proprio dall’anomalia della strada, dovendo con ciò provare che l’evento si è prodotto come conseguenza anormale della particolare condizione, potenzialmente lesiva della cosa. È necessario, quindi, che il danneggiato dimostri la pericolosità della cosa in custodia: non basta la presenza di una buca sulla strada per aver diritto al risarcimento del danno, ma occorre dimostrare l’attitudine della buca a produrre il danno in ragione della sua intrinseca pericolosità, ovvero della sua “insidiosità”; ecco perché in tali casi si parla di “insidia” o “trabocchetto”, in quanto occorre dimostrare che esso non era prevedibile né evitabile con l’uso dell’ordinaria diligenza. In particolare, affinchè una buca o una anomalia possa definirsi una insidia occorre che sussista il carattere oggettivo della non visibilità del pericolo (paradossalmente una buca molto grande potrebbe essere meno pericolosa dato che più visibile di una di dimensioni più contenute) e l’elemento soggettivo della sua imprevedibilità e, quindi, dell’impossibilità di avvistarlo tempestivamente per poterlo evitare. Più la situazione di pericolo è suscettibile di essere prevista e superata “attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato”, più il comportamento della vittima incide nella verificazione del danno, fino ad escludere del tutto la responsabilità della Pubblica Amministrazione. La Corte di Cassazione, ad esempio, ha negato il risarcimento del danno per la caduta in una buca ad una donna che ogni mattina uscendo di casa a piedi percorreva sempre lo stesso tratto di strada e, quindi, era perfettamente a conoscenza che in quel punto vi era una buca (da evitare) sul manto stradale.​Va detto, pertanto, che anche nell’ipotesi di danno da insidia stradale, la valutazione del comportamento del danneggiato è di imprescindibile rilevanza, potendo tale comportamento, se ritenuto colposo, escludere del tutto la responsabilità dell’ente pubblico preposto alla custodia e manutenzione della strada, o quantomeno fondare un concorso di colpa del danneggiato stesso. Sulla risarcibilità incide, di conseguenza, anche la condotta del danneggiato e il suo eventuale comportamento imprudente o negligente. Sulla scorta di tali principi, è stato più volte statuito dai giudici che se la buca è molto grande essa è anche sufficientemente visibile con maggiore possibilità per l’utente della strada di evitarla, con conseguente diniego di ogni risarcimento, mentre, al contrario, sono quasi sempre accolte le richieste di risarcimento in caso di buche occulte e insidiose (si pensi ad una buca coperta dall’acqua oppure dalle foglie). La stessa esclusione di responsabilità molto spesso è emersa in casi in cui vi erano sul posto luce e visibilità sufficienti per accorgersi della buca, oppure allorquando il danneggiato conosceva la strada e i pericoli presenti su di essa, o ancora quando la strada era in condizioni di palese dissesto e l’automobilista aveva scelto ugualmente di percorrerla a proprio rischio e pericolo. Da ricordare poi che l’ente gestore della strada è responsabile anche per gli elementi esterni alla carreggiata in quanto “la custodia esercitata dal proprietario o dal gestore della strada non è limitata alla sola carreggiata ma si estende anche agli elementi accessori o pertinenze. Questo significa che se anche il danneggiato ha violato le regole del codice della strada, l’amministrazione è responsabile del danno se risulta che la presenza di un’adeguata barriera avrebbe potuto opporsi all’urto da parte del mezzo ed evitare l’infortunio” (su tali basi è stato risarcito il conducente di un’autovettura che era uscito dalla carreggiata precipitando dentro una buca, a margine della stessa, che tuttavia non era né segnalata né protetta). Da ultimo, un consiglio pratico: in caso di danni causati da buche e insidie stradali è molto importante chiedere l’immediato intervento delle autorità (polizia municipale, polizia stradale, carabinieri), far rilevare sul posto le condizioni della strada, far verbalizzare nell’immediatezza del fatto l’esistenza della buca, dell’insidia o trabocchetto, scattare se possibile fotografie dei luoghi prima che vengano ripristinati dal Comune o dall’ente gestore della strada, e annotare (se presenti) le generalità dei testimoni oculari dell’accaduto.

AVV. SIGMAR FRATTARELLI

  1. IL LAVORATORE CHE RIFIUTA IL PART-TIME NON PUÒ ESSERE LICENZIATO Lascia una risposta
  2. ANCORA D’ATTUALITA’ IL CASO DELLE PROTESI ALL’ANCA TOSSICHE DELLA DE PUY Lascia una risposta
  3. IL RISARCIMENTO AI FAMILIARI DEL LAVORATORE MORTO SUL LAVORO Lascia una risposta
  4. Permessi Legge 104/92 utilizzabili dal lavoratore anche per riposarsi Lascia una risposta
  5. FONDO PATRIMONIALE – UN VALIDO STRUMENTO PER SALVAGUARDARE I PROPRI BENI E RENDERLI IMPIGNORABILI Commenti disabilitati su FONDO PATRIMONIALE – UN VALIDO STRUMENTO PER SALVAGUARDARE I PROPRI BENI E RENDERLI IMPIGNORABILI
  6. LE REGISTRAZIONI OCCULTE DELLE CONVERSAZIONI CON IL DATORE DI LAVORO UTILIZZABILITA’ E LIMITI Commenti disabilitati su LE REGISTRAZIONI OCCULTE DELLE CONVERSAZIONI CON IL DATORE DI LAVORO UTILIZZABILITA’ E LIMITI